Fondata quasi mille anni fa, documentata dal 1260, decorata dagli Spinelli e con una campana benedetta da un arcivescovo che oggi è santo.
A pochi passi dal castello, dietro lo stesso portone, c’è una chiesa piccola e bianca che quasi non si nota. Eppure è forse la cosa più antica di tutto il borgo: le sue fondamenta risalgono a circa il 1095 — quasi mille anni fa.
Una data esatta: 3 agosto 1260
La prima volta che Rignalla compare in un documento scritto è proprio per la sua chiesa. Il 3 agosto 1260 — 766 anni fa quasi al giorno — il rettore di Santa Maria, Bongianni Cambi, versa quattro staia di grano per l’esercito fiorentino. Lo registra il Libro di Montaperti, il grande elenco con cui Firenze preparò la battaglia di quell’anno. Da allora la chiesa non ha più smesso di essere nominata: sette fonti diverse la citano tra il 1260 e il 1427.
Vale la pena distinguere due cose, perché contano entrambe: le pietre sono di fine XI secolo, la carta che le prova è del 1260. Una chiesa può essere molto più vecchia del primo foglio che la ricorda.
Gli Spinelli, anche qui
La chiesa era la parrocchia del borgo, nel piviere di Villamagna, e seguì la stessa storia del castello: prima sotto il patronato degli Abati, poi degli Spinelli. E gli Spinelli, che col denaro ci sapevano fare, la abbellirono. Nel 1441 i fratelli Rubaconte e Tommaso Spinelli fecero eseguire una decorazione a stucco e ci lasciarono la loro firma, incisa e ancora leggibile:
«Fecerunt fieri Contis et Thomas frés de Spinellis MCCCCXXXXI».

La campana e il santo
Ma il dettaglio che ci piace di più è un altro. Tra il 1446 e il 1459, l’arcivescovo di Firenze Antonino Pierozzi consacrò una campana di questa chiesa. Antonino era un frate domenicano, arcivescovo austero e amatissimo dai poveri; poco più di mezzo secolo dopo la sua morte la Chiesa lo proclamò santo.
Attenzione a non esagerare: non fu consacrata la chiesa, ma la campana. Eppure basta e avanza a dare le vertigini — una campana di una chiesetta di campagna, benedetta dalle mani di un uomo che oggi si venera sugli altari.
Il tempo sulle pietre
La chiesa che vediamo oggi porta addosso i segni di tutti questi secoli: un affresco di fine Trecento con il Redentore tra i Santi Tommaso, Girolamo e Francesco, il fianco nord in pietra medievale, e un rifacimento barocco dell’abside nel 1705. Ogni epoca ci ha messo la sua mano — esattamente come nel cortile del castello: non l’una al posto dell’altra, ma l’una dentro l’altra.
Perché ce ne occupiamo
Perché è a trenta metri da casa nostra, e per anni ci siamo passati davanti senza sapere che quella campana l’aveva benedetta un santo. La storia di un luogo non cambia il luogo — cambia noi che lo attraversiamo.
Fonti: Chiesa di Santa Maria a Rignalla (voce Wikipedia, con rimando a BeWeB — Beni Ecclesiastici in Web) · Philip Jacks – William Caferro, The Spinelli of Florence, EDIFIR 2014 · G. Causarano, studi sull’insediamento medievale nel territorio fiorentino (2022; tab. 3: sintesi di 7 fonti documentarie tra il 1260 e il 1427).
Nella prossima puntata: il Ponte e il Borro — un ponte medievale con quattro nomi, su un’antica via di pellegrinaggio, e l’acqua che oggi Trek & Dog tiene pulita.